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La festa di San Corrado Confalonieri

Nato a Piacenza nel 1290, era di nobili origini. Un giorno fu accusato un uomo innocente di un incendio appiccato da lui stesso durante una battuta di caccia. Di fronte alla condanna a morte per l'uomo accusato ingiustamente Corrado si mosse e pieta' e ammise la sua responsabilita'. Dopo aver pagato i danni causati si ritrovo' in poverta'. Assieme alla moglie vendette gli averi restanti e ne diede il ricavato ai poveri. Abbracciate la regola di Francesco e Chiara decisero di diventare religiosi. Corrado quindi divenuto terziario francescano si ritiro' in eremitaggio. Dopo aver vagabondato in solitudine approdo' all'isola di Malta. Da qui riprese il mare e giunse al porto di Palazzolo e da qui a Noto Antica. Giunto nella Val di Noto vi passo' trent'anni, tra la preghiera, il servizio e il romitaggio. 
Secondo gli angiografi, nel 1349, Corrado salvò miracolosamente i Notigiani dalla carestia fornendo pane a sufficienza. Morì l'annoseguente (secondo alcuni il 19 febbr. 1351) e, altro topos, le campane di Avola e di Noto avrebbero suonato senza che nessuno le toccasse.

Gli abitanti delle due città, secondo la leggenda, accorsi nel suo eremo, lo avrebbero trovato morto in ginocchio; dopo violenti scontri in cui "fu miraculu di Deu ki nullu non happi mali" (ibid., p. 317), causati dal desiderio di ambedue le città di accaparrarsi la salma di Corrado, vinsero i Notigiani e il corpo del santo venne tumulato nella chiesa madre di Noto.

 

A Noto il patrono viene ricordato con processioni svolte due volte l'anno (quattro considerando le ottave), il 19 di febbraio e nell'ultima domenica di agosto. Dal 1485 il corpo del "santo" eremita a Noto viene conservato in una magnifica urna argentea. In agosto vengono celebrati l'arrivo del "Santo" e la prima processione, avvenuta proprio in quell'occasione.

 

Preghiera a San Corrado Confalonieri

(Patrono della Diocesi di Noto)

San Corrado eremita
Nostro amato e santo protettore
beato Corrado, di Noto l’ eremita
in festa ti gridiamo con tutto il cuore
“custodisci e proteggi la mia vita”
Sono tante le fatiche, le difficoltà
nel nostro quotidiano cammino
imparerò dal tuo esempio l’umiltà
se ogni giorno ti sento più vicino
Nel buio delle molte amarezze
sii tu la nostra stella luminosa
nei tempi del dolore e nelle incertezze
non ci manchi la tua cura premurosa
Le mie preghiere non saranno vane
se mi metto generoso al tuo servizio
perché ai poveri doni Tu ancora il pane
e verso gli afflitti Tu sia sempre propizio
Devoti veri in tanti a te accorriamo
per godere del tuo fedele amore
giustizia sapienza pace ti chiediamo
san Corrado nostro grande protettore

 

(Antonio Staglianò Vescovo di Noto)

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